giovedì 15 novembre 2012

L'aquilone - The kite


Sono un aquilone,
ho colori sgargianti,
un grande sorriso
e una lunga coda snodata.

Quando il vento mi investe,
il filo si tende
e io salgo alto nel cielo...
sento di essere libero.

Buffo paradosso:
il filo che mi lega
mantiene la sua presa,
ma io mi libro nella mia illusione...

Sono felice in quota,
il mio sorriso volteggia,
ballo piroettando intorno,
la mia coda serpeggia nell’aria...

Poi uno strattone,
il filo mi trascina giù!
Non voglio abbassarmi,
ma non ho scelta!

Lascio il cielo,
lascio il mio sogno,
scendo inesorabile,
mollo, mi arrendo...

Tocco il suolo capovolto,
il mio sorriso è rovesciato,
l'espressione è quella opposta,
la mia coda ora frusta il prato.

Quel filo ambiguo!
Adesso intuisco il gioco:
mi illude e mi governa.
Laccio maledetto!



martedì 13 novembre 2012

Riflessi e riflessioni - Reflexes and reflections


Ero un bambino,
mi affacciavo sullo specchio d'acqua nel parco,
con un dito formavo cerchi di onde,
il mio viso riflesso faceva smorfie impossibili.

Ero un ragazzo,
scrutavo la pelle della fronte nello specchio del bagno,
con un rasoio passavo sulle guance arrossate,
il mio viso riflesso era gioia di vivere.

Ero adulto,
uno sguardo alla faccia nello specchio dell'autogrill,
con le mani rinfrescavo il collo accaldato,
il mio viso riflesso era stanco di guidare.

Ero malato,
alzavo la testa glabra davanti allo specchio del bagno d'ospedale,
con le mani torturavo le profonde occhiaie scure,
il mio viso riflesso era una maschera irriconoscibile.

Ora sono guarito,
scorgo la mia immagine su una vetrina,
con le braccia forti e il passo sicuro,
il mio corpo riflesso si muove e vive.

L'altro me, nei miei riflessi, è cambiato tanto.
L'altro me, nelle mie riflessioni, comincia ora il suo mutamento.





lunedì 5 novembre 2012

La barca - The boat


Il fulmine e il tuono insieme,
la tempesta è vicinissima,
il mare è in burrasca,
alti cavalloni d'acqua si inseguono ovunque.

La pioggia battente aggiunge acqua all'acqua,
creste di schiuma bianca scivolano verso l'alto,
mentre si formano profonde gole impetuose;
le onde si contorcono e sbattono…

Là in lontananza una luce fioca,
una piccola lucciola nel buio della tempesta;
resiste testarda allo scuotimento incessante,
sparisce e riappare fra le mura d'acqua scura.

È una barca, un peschereccio,
chissà come in quel tormento.
La campana sul ponte suona impazzita,
scossa da mani invisibili.

Al timone un pescatore,
con le dita strette sulla ruota,
grida, quasi per fronteggiare
il mostro che impera là fuori.

Una valanga d'acqua lo investe;
lui per un momento annega,
poi riprende fiato
con un urlo all'incontrario.

La barca si impenna,
risale una parete d'acqua;
la pioggia orizzontale invade la cabina,
la prua punta al cielo.

Poi l'onda si ritira,
le eliche frullano a vuoto,
lo scafo è sospeso…
Il tempo è sospeso…

Un fulmine squarcia l'aria,
la luce imbianca la scena,
il tuono rimbomba nella sentina,
la barca si torce e precipita.

Attimi di terrore cieco,
il pescatore chiude gli occhi abbagliati,
la prua ora punta verso il mare;
ampie fauci d'acqua spalancate attendono lo scafo.

Con un tonfo sordo l'imbarcazione si immerge,
tutto intorno è acqua,
il pescatore si artiglia al timone,
il corpo strattonato dai flutti.

Il rombo ovattato dei motori insiste sott'acqua,
il pescatore stringe i denti e prolunga lo sforzo,
i suoi polmoni protestano per il bisogno d'aria,
la barca arranca verso la superficie.

E finalmente, con un tuffo dal basso,
riemerge in quell'inferno in burrasca,
il pescatore respira disperatamente,
l'aria lo riporta al mondo.

Quel mondo così arrabbiato e scuro,
dove il sopra si mischia col sotto,
il giorno sembra notte
e salvarsi pare una lotta persa…

L'uomo si scuote l'acqua di dosso,
osserva il giro di orizzonte tutto intorno,
spinge lo sguardo sui dettagli più lontani;
quella superficie imbizzarrita sembra estendersi all'infinito.

Un lampo, un altro… c'è qualcosa là a dritta;
è un bagliore regolare, non uno scherzo della mente.
L'impulso luminoso insiste… sembra un faro,
la luce si avvicina… e gradualmente… si sfoca…

La pioggia finisce,
il vento si ferma,
le acque si calmano,
la barca non beccheggia…

Apro gli occhi… sono sudato e stanco.
La mia stanza d'ospedale, il mio letto;
è ancora notte, c'è silenzio e quiete.
Devo calmarmi…

Ripenso a quel sogno,
Ero il pescatore coraggioso?
No, ero piuttosto quel piccolo natante resiliente.
Caparbio e ostinato a sopravvivere e a lottare ancora.



martedì 30 ottobre 2012

Ciao - Bye


Finisce così,
    il silenzio si spande,
    gli sguardi si abbassano,
    la tua anima si alza.

Ora sei libero,
    niente più ostacoli,
    sorridi sereno,
    riposa in pace.



lunedì 29 ottobre 2012

Davanti ai fatti importanti della vita… - In front of the important things of life...


C'è chi non si scompone, incassa il colpo e procede,
c'è chi vacilla, dubita di potercela fare ma ci prova,
c'è chi depone le armi e si arrende,
poi c'è chi lavora su se stesso per conviverci.

Questi ultimi sono interessanti:
imparare a convivere con un dolore,
accostarsi al nemico per vanificarne la forza,
tenere un profilo basso e annullare ogni reazione…

Attendere sperando in un miglioramento,
senza agire per provocarlo,
osservare gli eventi,
stando fermi al proprio posto.

Prevalenza della mente sul cuore,
una idea razionale che insiste,
superando il naturale istinto
a mettersi autonomamente in salvo.

Fatalismo? Rassegnazione? Sopportazione?
Arrendevolezza? Remissività?
Come definire questo atteggiamento?
La funzione passiva sembra prevalere.

Accettare passivamente è pericoloso,
il rischio è di tollerare, accogliere,
giustificare e quindi approvare,
azzerando infine la tensione verso il cambiamento.

Le battaglie di chi affronta i propri mostri
sono tribolazioni che logorano,
meglio però la chiarezza di intenti
rispetto all'ambiguità di una quiete artificiale.



domenica 14 ottobre 2012

A un amico coraggioso - To a courageous friend


Non ti conosco bene ma so che sei un tipo tosto.
So che prendi la vita come una sfida continua,
so che ora stai lottando contro un nuovo avversario
e so che questa volta sarà una resa.

Ma tu saprai accettare anche questo,
con la forza e la dignità che hai sempre avuto.
E quando sarà il momento assoluto,
ci stupirai ancora prendendo la ricorsa prima del balzo.



martedì 9 ottobre 2012

La consapevolezza - Awareness


Quando vivi sei sempre preso dalle cose,
Corri e pensi a correre,
La vita ti accompagna e ti asseconda,
E tu senti che non può che essere così.

Quando ti ammali tutto immediatamente perde senso,
Fermi la corsa e pensi,
La vita ti sembra meno scontata e amica,
E tu senti che non può essere così.

Poi c'è un momento preciso,
Dove senti che sei in bilico,
Di qua si vive, di là no,
La vita contro la morte.

In quel momento di buio e silenzio ti fai tante domande,
E se me ne vado? Cosa resta di me?
Qual è il segno del mio passaggio?
Che vita ho vissuto? Sono stato giusto?

Quando ti avvii alla guarigione senti il rumore della vita che riparte,
Le ossa e i muscoli si risvegliano,
Gli occhi scoprono un nuovo orizzonte,
E la speranza ti scalda forte il petto.

Fai qualche passo oltre il baratro,
Le tue gambe ora ti reggono bene,
Guardi indietro: il tuo passato e i tuoi errori,
Poi avanti: il tuo futuro e una nuova strada.

Non hai più dubbi: prosegui,
Ma ora non sei più solo,
Hai una nuova compagna,
Si chiama consapevolezza.

La vita oltre la morte è diversa,
E' una vita consapevole,
E' più saggia e ponderata,
Non necessariamente più facile.