Troppe volte ormai mi sono ritrovato in fondo al pozzo per doverlo risalire.
La prima fu la peggiore. Non sapevo nemmeno di poter andare tanto a fondo per poi riemergere.
La seconda fu comunque durissima e attaccai le mie speranze al fatto che avevo già compiuto l'impresa.
Le volte seguenti furono meno difficili perché ormai conoscevo il percorso.
Ma non riesco a farci l'abitudine.
Ancora, laggiù, sento il freddo e la solitudine. E realizzo che devo contare sulle mie forze per risalire.
Per l'ironia della sorte, il mio percorso di vita ora passa attraverso un ciclo di ossigenoterapia iperbarica.
E questi nuovi "viaggi" sul fondo per poi riemergere li faccio due volte al giorno…
Alla pressione di 15 metri sotto il mare senti che ogni boccata d'ossigeno introduce nuova vita e che ogni molecola ne riceve una parte.
E con tutto quell'ossigeno in corpo non puoi che tendere verso la superficie. Più leggero, più sano, più forte.
Questo è il senso: il baratro più buio e profondo è il luogo dove il male è sconfitto e una speranza nuova ti trascina a galla.